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18 ottobre 2015, Full day relitto Evdokia e tegnùe

Relitto dell'Evdokia II

Evdokia II Il mercantile Evdokia II era una nave da carico che, in seguito alla collisione con un altro cargo, è affondata nel marzo 1991 a sei miglia dalla costa in perfetto assetto da navigazione.
Lungo 100 metri, il relitto giace a una profondità di 26 metri e le infrastrutture salgono fino a 16 metri.
Il relitto è interamente ricoperto dalla flora marina e ospita moltissime specie di pesci, crostacei e molluschi di tutte le forme e colori.
L’immersione è facile e adatta anche a subacquei di poca esperienza, in quanto prevede la sola circumnavigazione del relitto non superando mai i fatidici 18 m, e la visita alle stive aperte, mentre i sub avanzati possono spingersi fino ai 29 dove si trova l’elica.
Risulta impressionante ed al tempo stesso emozionante vedere la voragine che si è creata tra elica e timone e il resto dello scafo, una buca di quasi 3 mt.
Non è assolutamente prevista la penetrazione, in quanto troppo pericolosa: le cabine sono piene di sedimento e le strutture hanno oramai 20 anni. All’interno la presenza di cavi, sartiame e cime, renderebbe troppo complicata e pericolosa l’esplorazione.

Articolo: Il relitto dell'Evdokia II
Per molti il fondale del Mare Adriatico è una distesa sabbiosa, piatta e monotona, che può ricordare il suolo di un deserto. In realtà, proprio poche miglia al largo delle coste del Nord Adriatico, si trovano le Tegnùe, conformazioni rocciose assolutamente uniche per la struttura e per gli organismi che le abitano. Il termine "Tegnùe" deriva dal dialetto locale e significa 'trattenute', e veniva usato dai pescatori per indicare la presenza di queste rocce su cui si impigliavano le reti.
La loro origine al momento rimane in parte incerta e oggetto di studio, ma certamente un grosso apporto alla loro formazione è dovuto ad alghe calcaree e invertebrati biocostruttori come i coralli. Per questa ragione le Tegnùe vengono spesso chiamate 'le barriere coralline adriatiche'. E come le barriere coralline presenti nei mari tropicali, anche le Tegnùe sono un ambiente ricco di vita e biodiversità, caratterizzate da rocce estremamente irregolari, ricche di anfratti, di gallerie e di cavità, usate da moltissimi organismi come riparo, rifugio o nursery.

I subacquei che s'immergono per visitare le Tegnùe restano sorpresi per l'enorme biodiversità presente, caratterizzata da organismi animali e vegetali sessili (non in grado di spostarsi) e incrostanti, appariscenti per forme e colori, quali, ad esempio, spugne, anemoni, ascidie coloniali, e di numerose specie di pesci. Per tutte queste caratteristiche e per ciò che rappresentano per il nostro mare Adriatico, le Tegnùe possono essere considerate delle vere e proprie oasi di biodiversità in mezzo ad una distesa sabbiosa apparentemente povera di organismi.

Articolo: Le tegnùe dell'Alto Adriatico
Associazione Tegnùe di Chioggia